Il ratto delle chiaviche, conosciuto anche come ratto norvegese, ratto grigio, ratto bruno, surmolotto, o pantegana, è un roditore della famiglia dei Muridi. È la specie più diffusa e comune tra i Rattus, e si trova praticamente in tutto il mondo. In Europa, ha preso il posto del ratto nero tra la fine del Medioevo e l’inizio della rivoluzione industriale.
Habitat del rattus norvegicus
Nel loro habitat naturale, questi ratti sono solitamente associati a corsi d’acqua come fiumi e stagni, così come a sorgenti d’acqua permanenti, anche se salmastre, che vanno dal livello del mare fino alla media collina. Tuttavia, sono animali fortemente attratti dall’ambiente umano e preferiscono luoghi fortemente influenzati dall’uomo e permanentemente abitati. Colonizzano principalmente le fognature (per questo chiamati “ratto delle chiaviche”, a differenza del “ratto dei tetti” che predilige le aree asciutte), le discariche e in generale le aree dove c’è una grande disponibilità di cibo e scarsa igiene.
Le loro tane sono strutturalmente complesse, con molte camere adibite a diverse funzioni: alcune sono utilizzate come depositi per il cibo, altre come aree di riposo, e altre ancora come latrine. Questi roditori spesso ristrutturano e migliorano i loro rifugi, scavando nuove gallerie e ampliando le stanze esistenti.
I ratti delle chiaviche, grazie al loro complesso sistema di tunnel sotterranei, possono causare danni significativi alle reti fognarie e alle fondamenta degli edifici, oltre a costituire un rischio per la salute umana. La trasmissione di malattie come la salmonellosi e la peste rappresenta un ulteriore motivo di preoccupazione per la presenza di questa specie.
Descrizione del ratto delle chiaviche
Aspetto e dimensioni
Questa varietà di ratto può raggiungere una lunghezza fino a 40 cm, di cui circa la metà è costituita dalla coda, con un peso medio di circa 350 g. Alcuni esemplari eccezionalmente grandi possono pesare fino a un chilogrammo, anche se ci sono dubbi su tali osservazioni, che potrebbero essere frutto di errori o confusione con altre specie di roditori come il capibara o il topo muschiato. Di solito, i maschi sono più grandi e robusti delle femmine. Il pelo è corto e ruvido, con una gamma di colori che va dal grigio al marrone, con macchie nere o bianche sul dorso. Verso il ventre, il colore tende a schiarirsi gradualmente, fino a diventare bianco sul ventre inferiore. Il suo corpo è a forma di pera, con il quarto posteriore arrotondato e una testa squadrata, che rappresenta la distinzione principale rispetto al ratto nero, che ha invece un muso più allungato.
È rinomato per la sua capacità di adattamento e la sua robustezza, caratteristiche che lo rendono una delle razze di topi più ardue da gestire durante interventi di derattizzazione.
Abitudini, alimentazione e comportamento del ratto norvegese
Il rattus norvegicus è una specie prevalentemente attiva di notte, mentre di giorno riposa in nidi che costruisce in anfratti, espandendoli con le zampe anteriori e i denti e rendendoli più confortevoli con materiale come erba, carta, plastica e altro. Nonostante il ratto grigio dipenda principalmente dalla vista e dall’udito per orientarsi, è in grado di muoversi anche al buio grazie ai suoi baffi, che gli permettono di percepire eventuali ostacoli anche in assenza di luce.
Di solito vivono in gruppi composti da una coppia genitrice, i primi a stabilirsi in un determinato territorio, e la loro numerosa prole. All’interno di questi gruppi, i maschi sono più numerosi delle femmine, e tra i maschi vi è un ordine gerarchico basato sulla dimensione corporea. Sono animali prevalentemente onnivori, ma mostrano una predilezione per la carne quando possibile. Gli individui che abitano in zone urbane si nutrono principalmente di rifiuti, consumando praticamente tutto ciò che riescono a trovare commestibile, anche se a volte si cibano di materiali insoliti come cuoio e sapone senza subire danni significativi alla salute.
Come disinfestare in modo non violento: la derattizzazione ecologica
La derattizzazione ecologica presenta notevoli benefici sia per l’ambiente che per il benessere degli esseri umani e degli animali domestici. Tuttavia, è un processo complesso che richiede un’elevata competenza professionale.
Come viene effettuata una corretta derattizzazione ecologica
Il processo comprende diverse fasi: inizia con il sopralluogo un’ispezione preliminare dell’area infestata dai roditori per identificare le aree interessate e valutare i potenziali rischi associati. Questi fattori comprendono sia elementi fissi, come le condizioni strutturali degli edifici coinvolti e la presenza di servizi igienici, sia fattori variabili come la manutenzione delle aree e lo stato di igiene, oltre alla presenza di residui alimentari.
Successivamente, viene effettuato un monitoraggio della presenza dei roditori attraverso l’uso di esche alimentari, mentre i comportamenti dei roditori vengono analizzati in relazione all’ambiente circostante e alla struttura degli edifici.
Dopodiché, si procede con interventi specifici sui punti mirati. Le metodologie utilizzate differiscono dalle derattizzazioni convenzionali in quanto possono coinvolgere modifiche strutturali, come ad esempio la chiusura di griglie per impedire l’accesso dei roditori. Queste modifiche possono dimostrarsi più efficaci delle derattizzazioni tradizionali in alcuni casi. Inoltre, il servizio può includere l’installazione di impianti di derattizzazione personalizzati per soddisfare le esigenze specifiche delle aziende, garantendo risultati di controllo altamente efficaci.
Implementando le corrette tecniche di derattizzazione, è possibile affrontare attivamente un’infestazione di roditori fino alla completa eliminazione dagli ambienti.
- Il primo passo per condurre una derattizzazione professionale è un sopralluogo durante il quale un esperto valuta i rischi presenti nei vari locali dell’azienda. Durante l’ispezione, l’esperto è in grado di individuare segni che possono confermare la presenza di roditori e valutare l’entità dell’infestazione, come impronte, oggetti rosi, escrementi, segni di ingresso, tane occupate o abbandonate, e rumori associati agli animali.
- Dopo aver valutato la situazione, il professionista sviluppa una strategia mirata per risolvere l’infestazione nel modo più efficace e tempestivo possibile, tenendo conto delle specifiche esigenze dell’azienda.
- La fase successiva consiste nell’installare trappole, esche e altri dispositivi per eliminare la minaccia.
Se l’attività aziendale richiede una sorveglianza costante, il servizio di derattizzazione può anche includere l’installazione di tecnologie per il monitoraggio remoto dei roditori o la programmazione di ispezioni di controllo future.
Le principali tattiche e tecniche della derattizzazione professionale
Le maggiori tecniche dell’intervento di derattizzazione, conformi alle pratiche HACCP e quindi adatte soprattutto a strutture come ospedali, scuole, ristoranti, centri commerciali, supermercati, aziende agricole e zootecniche, nonché a residenze, parchi e giardini, includono l’utilizzo di specifici strumenti ed esche in diversi passaggi (step)
Strumenti utilizzati negli interventi di derattizzazione:
- Sistema ad esca Ekomille: una trappola a cattura continua e multipla che utilizza sostanze alimentari attraenti per i ratti, senza nocività per persone e animali domestici.
- Trasduttore ad ultrasuoni: dispositivo che emette frequenze impercettibili per gli esseri umani ma efficaci nel respingere i ratti agendo sul loro sistema nervoso, senza ucciderli.
- Trappole meccaniche: Disponibili in varie forme come carte, strisce o piastre collanti non tossiche, capaci di catturare i ratti in singole o multiple catture.
- Trattamenti Rat-proofing: Utilizzo di reti e barriere anti-intrusione per prevenire future infestazioni di ratti.
Passaggi chiave della disinfestazione
- Valutazione dell’infestazione: Ricerca di tracce come escrementi, rosicchiature e impronte dei ratti utilizzando polveri traccianti non tossiche.
- Localizzazione dei focolai: Identificazione delle zone frequentate e nidificate dai roditori mediante la stesura di planimetrie specifiche.
- Posizionamento strategico delle trappole: Installazione delle trappole nei punti critici individuati, come focolai e passaggi frequentati.
- Bonifica degli ambienti: Azioni di pulizia e interventi per mantenere l’ambiente privo di attrattivi per i roditori.
- Rimozione periodica dei topi: Necessità di svuotare regolarmente le trappole ecologiche dai ratti catturati.
